Ciao Ragazzi, oggi il vangelo è un po’ difficile perchè Gesù fa una riflessione e usa parolae forse un po’ distanti dal nostro modo di parlare, non scoraggiamoci. Ascoltiamo queste parole che dice a Nicodemo un uomo importante che va da Gesù di notte, per non farsi vedere per paura delle critiche dei suoi amici e Gesù parla di luce che illumina, non bisogna avere paura.

Fermiamoci solo su alcune parole. Io amo queste: Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo figlio afinchè chiunque crede in lui abbia la vita eterna, cioè viva per sempre. Gesù ci dice che Dio ci ama, si prende cura di noi, non ci lascia mai soli anzi è disposto a morire per noi e infatti Gesù sarà innalzato sulla croce e morirà amando e perdonando tutti.

Siamo a metà quaresima ancora tre settimane ed è pasqua e anche se siamo in zona Rossa e non possiamo muoverci più di tanto non pediamo la gioia, faremo scuola a distanza e magari ci vedremo tramite i social, che bello però vedervi a messa coi vostri genitori. Non dimenticate la preghiera.

un abbraccio don Tiziano.

PS: Venerdì è san giuseppe se volete venire a pregare per i vostri papà la messa è alle 10.00 in Santuario a Gera.

Per finire un bellissimo canto ( a me piace tanto da speranza e comunica gioia)

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Un’approfondimento per gli adulti.

Meditazione di don Alessandro Crescentini

Nella quarta domenica di quaresima, ci viene proposto ancora di meditare sulla morte di Gesù, scandalo per i Giudei, stoltezza per i Greci. Innanzitutto, il brano richiamando Numeri 21,8.9 interpreta la morte di Gesù non come la condanna vergognosa di un malfattore, ma l’evento salvifico di guarigione e liberazione del “Salvatore”.

L’accostamento di questo brano con 2Cronache 36,14-23 rivela che l’autore del vangelo vede il fatto dentro ad un clima di infedeltà che fa risaltare, per contrasto, il grande affetto e interesse di Dio per il suo popolo. “Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio unigenito” è l’orizzonte entro il quale la scena attuale e tutte le scritture cristiane si muovono. L’amore (mi piace ricordare che questa parola non riguarda solo il sentimento ma anche la razionalità e la volontà) mette in mostra il carattere salvifico dell’azione divina e l’assoluta assenza di ogni condanna; Dio agisce per salvare, mai per condannare, anche quando sembra punire. E, questa sua azione è luce. All’interno della logica dell’amore viene proposto il credere che, non è solo un atto cerebrale ma un abbandono che coinvolge l’emozione e la volontà. All’essere umano, quindi, viene proposta la libertà di credere o no in Gesù che, come afferma Ef 2,4-10, ci ha amati gratis (senza che noi meritassimo) e questo amore è la nostra luce e salvezza.

Se Dio agisce sempre per liberare e mai per condannare, anche questo tempo deve far vedere un’impronta salvifica e di profonda umanità. In effetti il contrasto tra difficolta e potenzialità è ancora vivo e la tentazione di guardare, analizzare e lamentarsi per le tenebre diventa un’abitudine istintiva, quasi a confermare il famoso detto: fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Se guardiamo la piccola generosità, la solidarietà, la gratuità, la vicinanza, l’attenzione, ecc., delle persone attorno a noi, scopriremo di avere tante risorse su cui investire per un tempo migliore e più umano: bisogna investire per affermare che crediamo alle capacità umane che riaprono il futuro riempendolo di speranza e di freschezza.

O Dio rimanere, nella relazione d’amore con te mi/ci salva e sfida a credere che è così quando viviamo ogni reazione d’amore. Mi chiedo: quando la relazione con te mi ha salvato?

Un canto per meditare e rinnovare la nostra fede